Ad oggi mi stupisco sempre di più di quanto questa professione si stia diffondendo sino a rendere le persone che la praticano orgogliose di se stesse(come se fosse un guadagno).Sto parlando di tutti coloro che decidono, da sempre o da un punto della loro vita in poi, di indossare delle maschere. Non necessariamente per nascondersi o per proteggersi, anche perchè in quel caso non penso provino piacere nell'indossarle,ma semplicemente per sentire il brivido di apparire ciò che non sono. Ci sono periodi nella vita di ognuno di noi in cui possiamo permetterci di cambiare qualcosa di noi senza che nessuno se ne possa accorgere(ad es. cambiando città, rapportandoci con persone che non ci conoscono, passando da una scuola media ad un liceo) e questo può essere positivo, in quanto ci permette,se siamo in grado di guardarci dentro, di correggere alcuni lati di noi che non ci piacciono. Ci sono persone che però cambiano in continuazione e altre che decidono invece di mascherarsi perennemente in un involucro che non li rappresenta,ed in questo credono profondamente. Io credo di provare una profonda insofferenza verso costoro... da un lato perchè non li comprendo, dall'altro perchè mi sento presa in giro. Con il mio carattere non riuscirei mai ad incasinarmi la vita(già lo è così) nell'abituarmi ad essere, a pensare e ad agire come in realtà non vorrei e non ci riuscirei neppure se tutto questo lo facessi con uno scopo. Si, perchè queste persone credono di"guadagnarci"con il loro ermetismo da due soldi(e parlo di ermetismo, non di "mistero", uno è attraente, l'altro è straziante), si illudono di affascinare, di abbindolare, di intrigare oltre che naturalmente di riuscire a proteggersi(da cosa poi... ). Per questo il mio blog ha questo nome, per questo credo tanto nel dialogo, per sfuggire alle maschere, per non farmi fregare... Credi in qualche cosa? Sostieni qualche cosa? Allora argomenta cribbio!! Parlamene, sfiniscimi di racconti e io ti ascolterò. La scorsa domenica ho partecipato ad una conferenza su Satchmo(Louis Armstrong) ed il relatore ha descritto molto bene come Il jazzista avesse portato per tutta la sua vita una maschera, una maschera dura, di sofferenza e di derisione, ma anche di grande valore morale, di lotta per l'affermazione di diritti fin troppo negati. Luis era un GRAN portatore di maschere, di quelle che piacerebbe indossare anche alla sottoscritta, ma erano coperture ricche di parole, che per lui erano note. Certo, li ha fregati tutti, ma lì ci avrei riso sopra.
Buonanotte a tutti, belli e brutti ;)
martedì 30 ottobre 2007
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2 commenti:
ma il cerone la mattina per non sembrare mortisia è annoverato tra le maschere?????
Quello non è una maschera!è una esigenza,una azione quotidiana imprescindibile,ed in fondo una lotta anche quella!!contro le occhiaie!un bacio sorellona
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